Il portale della destra universitaria fiorentina
OLTRE IL MURO...LA LIBERTA'

Vent'anni fa cadeva l'ultima vergogna d'Europa, il Muro che divideva un popolo e un mondo, cadeva quello che erastato il simbolo più crudele della Guerra Fredda. Per 28 anni, dal 1961 al 1989, avevatagliato in due la città di Berlino, occupata subito dopo la II Guerra Mondialedalle potenze vincitrici. Venne costruito per arginare la fuga deitedeschi orientali verso la libertà, verso la democrazia, loro negata dal maledel XX secolo: il Comunismo. I soldati dell’Est ricevettero l’ordine disparare a vista sui civili inermi che cercavano di attraversare la zona diconfine, che con gli anni sarebbe stata attrezzata con dei macchinari semprepiù terrificanti, con mine anti-uomo, filo spinato alimentato con corrente adalta tensione e addirittura con degli impianti che sparavano automaticamente sututto ciò che si muovesse nella cosiddetta “striscia della morte”.In tutti questi anni coloro che volevanoportare il paradiso in terra, trasformarono l’Europa Orientale in un carcereduro. E oggi, anche se molti, specialmente nel mondo giovanile e universitario,ammettono che lo stalinismo e più in generale il sovietismo siano statisinonimo di barbarie e di sopraffazione, non ammettono la complicità deipartiti comunisti occidentali con questi regimi spietati. Ma i muri da abbattere sono ancoramoltissimi. Sono i muri dell’odio, della faziosità e dei baronati, delleingiustizie, della corruzione, dell’apatia, dello sfruttamento e dell’omologazione.La nostra gioventù deve andare oltre ognimuro forte di nuovi sogni da inseguire per i quali battersi. Sono i sogni di un’Europalibera e sovrana unita nelle tradizioni dei suoi Popoli e forte di un’identitàmillenaria che affonda le radici nella cultura cristiana, ellenistica e romana.L’Europa che diventa centro del mondo. Sono i sogni di un futuro fatto diidentità, valori e di radici, di miti in cui credere e di esempi da seguire. Sonoi sogni di un domani che ci appartiene e che non vogliamo delegare a nessunautopia. Politici, che ricoprono incarichiistituzionali, in passato non hanno mai messo in discussione l’ortodossiamoscovita fatta di aggressioni e di invasioni.Per questo oggi non ci limitiamo acommemorare l’anniversario di un lieto evento, ma continuiamo a vigilaretenendo a mente le parole di Aleksandr Solzenicyn: “Per noi in Russia, ilcomunismo è un cane morto, mentre per molte persone in Occidente è ancora unleone vivente”.
- Login o registrati per inviare commenti

