Il portale della destra universitaria fiorentina
Azione Universitaria
Azione Universitaria è un'associazione studentesca universitaria che opera negli atenei di tutta Italia. Appartiene al movimento giovanile di Alleanza Nazionale.
Nasce ufficialmente nel 1996 quando sulla scia della svolta che
coinvolse il MSI, anche l’organizzazione studentesca nazionale Fuan
(Fronte Universitario di Azione Nazionale) mutò il suo nome in Azione
Universitaria.
Dalle esperienze del Fuan e dei circoli giovanili di Alleanza Nazionale nasce un nuovo soggetto politico che, insieme ad Azione Giovani,
un altro gruppo giovanile che opera a livello territoriale, rappresenta
tra le nuove generazioni le idee, le istanze, i progetti e le proposte
del movimento presieduto da Gianfranco Fini. Diffusa sull’intero
territorio nazionale, Azione Universitaria che comunque è un gruppo
autonomo rispetto al partito di riferimento, ha propri rappresentanti,
nazionali, regionali e locali eletti negli organi accademici di tutti
gli atenei d’Italia. Au è presente, inoltre, all’interno del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU)e del Consiglio Universitario Nazionale (CUN).
LIBRO E FELUCA

Agli albori della tradizione universitaria italiana, la feluca era il
copricapo distintivo dei "clerici vaganti", gli studenti erranti che si
spostavano di città in città per la Penisola, con lo scopo di
completare il proprio corso di studi. Con la nascita delle prime
organizzazioni goliardiche, la feluca diventa un emblema ancor più
significativo. Non indica più la semplice condizione di studente ma
rappresenta uno stile di vita. I goliardi sono consapevoli
dell'importanza della missione cui la vita universitaria li consacra:
essere i custodi ed i dispensatori del sapere nel domani. L'ostentata
irresponsabilità, lo stile di vita a dir poco disinvolto, il
proverbiale gusto per l'umorismo pesante, l'insofferenza per le
limitazioni di comportamento di qualsiasi tipo sono considerate una
sorta di ironico contrappasso nel presente, per una così grande
responsabilità nell'avvenire Gli studenti universitari sono sempre
stati avanguardia di ogni grande processo storico, ed è così che,
durante la I Guerra d'indipendenza, presso Curtatone e Montanara,
proprio un battaglione universitario contribuisce in maniera
determinante a scrivere una pagina di storia d'Italia: il 29 maggio
1848, un reggimento di "felucati" (con la punta del copricapo
provvidamente tagliata, per poter meglio prendere la mira con il
fucile), attestati in una postazione di scarsa rilevanza strategica e
soverchiati nel numero, riescono a fermare gli Austriaci per una
giornata, dando tempo all'esercito sabaudo di organizzare la
controffensiva di Goito.
Proprio in virtù della grande forza ideale che esprime, la feluca viene inserita nell'emblema dei Gruppi Universitari Fascisti.
Durante
il Ventennio, i GUF saranno l'organizzazione "d'avanguardia" per
eccellenza, animata da un forte spirito goliardico e da una grande
vivacità culturale. Il fiore all'occhiello del Fascismo, insomma, e
l'unica forse capace di prendersi gioco del Duce stesso in più
occasioni. Dopo la guerra, saranno puntualmente ricordati come palestra
dell'omologazione di massa nel segno del totalitarismo: di sfuggita,
può essere opportuno ricordare come, dall'esperienza dei GUF, poi, per
ovvi motivi, rinnegata, o meglio, rimossa, sia transitata gran parte
della classe politica e dell'intellighenzia culturale della Prima
Repubblica, con discreta prevalenza di futuri "padri nobili" della
sinistra e di cantori dell'antifascismo militante.
Nel segno della
continuità con la tradizione dell'Università italiana, nel 1950, la
feluca diverrà simbolo del Fronte Universitario d'Azione Nazionale
(FUAN), organizzazione universitaria del MSI e, dal 1994, sarà
l'emblema di Azione Universitaria.
FIACCOLA TRICOLORE

La Fiaccola Tricolore, simbolo dei movimenti giovanili di Destra dal
dopoguerra ad oggi, rappresenta il passaggio del testimone fra le
diverse generazioni, un passaggio ideale volto a conservare accesa la
fiamma dell'Italianità attraverso gli anni della ghettizzazione, della
violenza a spranga e a piombo di cui i nostri militanti per primi
furono vittime e mai carnefici.
"Noi
siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l'avversario
irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di
risollevarci. In altri tempi ci risollevammo per noi stessi. Da qualche
tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel
momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada
di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a
trasmetterla. Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un
ideale passaggio di consegne. E se volete un motto che vi ispiri e vi
rafforzi, ricordate. 'Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai'."
Il FUAN (Fronte Universitario di Azione Nazionale) fondato nel 1950 per iniziativa di universitari dei raggruppamenti giovanili del M.S.I.,
riuscì a coagulare intorno ai gruppi di ateneo consensi crescenti
ponendosi su posizioni di dura contestazione dei bizantinismi degli
altri gruppi ( INTESA CATTOLICA, U.G.I., A.G.I.) incapaci di
rappresentare un serio punto di riferimento per la gioventù
universitaria, estranea ai giochi politici di vertice che facevano
dell'U N.U.R.I. (organismo rappresentativo nazionale universitario)
l'ala marciante dei fautori dell'incontro tra cattolici e socialisti.
Attraverso una lunga serie di successi nelle elezioni universitarie, il
FUAN, tra la fine degli anni cinquanta e fino al 1967, raggiunse
vittorie significative in molti atenei; fanno storia le maggioranze
ottenute a Roma, Perugia, Catania, Messina, Napoli, Modena, Parma,
Camerino, ma soprattutto l'efficace denuncia del fallimento dell'UNURI,
nel cui consiglio nazionale i rappresentanti del FUAN - da Lo Porto a
Cerullo, da Della Bona a Masi a Laffranco - contestavano le equivoche
gestioni di centrosinistra assolutamente lontane dai problemi
studenteschi.
Alla base dell' alternativa che il FUAN offre
agli universitari italiani c'e una concezione organica delle funzioni
dell'università, che deve poter essere la coscienza critica della
società, esercitando questa funzione primaria in liberta di coscienza
ed in autonomia di strutture: di qui la denuncia dell'inserimento dei
partiti e dei sindacati negli organi accademici per una più larga e
responsabile partecipazione studentesca alle decisioni degli stessi.
Attraverso i propri segretari nazionali di facoltà il FUAN ha affrontato i
problemi della riqualificazione degli studi presentando importanti
documenti con proposte di riforma delle facoltà di Medicina e
Chirurgia, Giurisprudenza, Ingegneria, Scienze Politiche, nonché tesi
originali per risolvere il fenomeno della disoccupazione intellettuale
mediante la valorizzazione di nuovi sbocchi professionali. Sul piano
organizzativo il FUAN si articola in gruppi di Ateneo - alla fine del
1974 ne funzionavano 41 - e circoli provinciali per i capoluoghi dove
non esiste una istituzione universitaria. (da continuare)
Per approfondire (documenti pdf da scaricare):
Mantovani - un ex presidente storico del FUAN
Versilia 2006 - Alla riscoperta del FUAN

